Archive for the 'Jullien' Category

François Jullien, 1998

1 ottobre 2012

Dal momento in cui si dice qualcosa, si opera in senso contrario rispetto all’indistinguibilità delle cose, si perde di vista il loro fondo comune e, disgiungendo ogni cosi, lo si imprigiona e irrigidisce. Dire è scegliere, dire è spezzare; ciò facendo, si «offuscano» l’indelimitabilità e l’indissociabilità del corso – della «via» – che si estende continuamente da tutti i lati, su di uno stesso piano (l’esistenza), dunque senza più spigolo, e nemmeno biforcazione o lato: infatti senza privilegiare niente – senza mettere niente in rilievo – e senza separare niente, la via può fare esistere tutto (coesistere: il «mondo»). Quando si oppone la parola alla saggezza, ne deriva una conseguenza del tutto naturale. Una esclude l’altra. E solo «se non si parla» che si riesce a «(ri)mettere tutto su di uno stesso piano», su di un piede di uguaglianza. Dal momento in cui si parla, invece, «tutto non è più sullo stesso piano»: qualunque affermazione recisa, in sé, è un partito preso e, di conseguenza, si instaura una differenza che va a costituire l’alveo delle preferenze; la parola introduce una «parzialità» che si traduce nell’essere di parte. Ogni dire in effetti mette in risalto qualcosa, e in tal modo comporta l’abbandono del carattere piano, «uguale», dell’esistenza. Piano di fondo – indifferenziato.

Il saggio è senza idee »

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François Jullien, 2006

19 settembre 2008

Al di sotto di ogni «divisione» va ricercato l’indiviso, proprio come al di sotto di ogni discussione va ricercato l’indiscusso: quel fondo di armonia silenziosa dai cui provengono tutte le divisioni – da cui provengono tutti i suoni – e che costituisce anche il loro fondo d’intesa, solo a partire dal quale esse si comprendono.

Portare l’attenzione a non focalizzarsi e, di conseguenza, favorire una «distensione» dell’apprensione: infatti è nella «disinvoltura» che risiede l’intelligenza.

Parlare senza parole »

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