Georg Simmel, 1913

29 dicembre 2007

Che la parte divenga un tutto indipendente, diventando troppo grande per l’intero cui apparteneva e pretendendo particolari diritti rispetto ad esso, è forse la più radicale tragedia dello spirito, che nell’epoca moderna ha raggiunto il massimo effetto, arrogandosi la direzione del processo culturale.

Dalla molteplicità delle relazioni nella cui trama son compresi gli uomini, i gruppi, le strutture, si leva contro di noi quel dualismo provocato dal fatto che il singolo desidera essere una totalità, mentre la sua appartenenza ad una totalità più grande gli concede soltanto un ruolo secondario. Noi sperimentiamo il nostro centro contemporaneamente fuori di noi e in noi, perché noi stessi, e la nostra opera, siamo meri elementi di totalità che richiedono una specializzazione unilaterale in conformità alla divisione del lavoro, mentre noi vogliamo essere e creare qualcosa di compiuto e indipendente.

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Una Risposta to “Georg Simmel, 1913”

  1. Bak Says:

    Ciao, ho pensato avresti gradito un premio da chi rispetta il tuo lavoro. Sono anch’io alla ricerca dello stesso archetipo … una ricerca interiore direi. Vai su http://haikelbak.blogspot.com e leggi il post titolato N.D.R. c’e’ un pensiero per te. Buon lavoro. O<-<


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