William Faulkner, 1930

28 ottobre 2006

Quan­do si accorge che la sto osservando, gli occhi le si svuo­tano. Come se guardasse davanti a sé prima di vedere. Si guarda attorno sbattendo gli occhi, con quell’aria sorpresa come se si fosse sfinito a sorprendersi e si sorprendesse anche di quello. Mi guarda. I suoi occhi sembrano dei pezzetti­ni di un piatto rotto. Fa un brutto effetto vedere uno che si ro­tola nel fango di qualcun altro. Era questo che cer­cava di dire. Quando una cosa è nuova, difficile, bella, dovrebbe essere qualcosa di più che semplicemente una cosa sicura, perché le cose sicure sono solo quelle che la gente fa da tanto di quel tempo che ormai gli spigoli sono tutti smussati e non c’è nulla, nel farle, che faccia dire a uno: Questo non è mai stato fatto pri­ma d’ora e non potrà esser fatto mai più. Era co­me se anche lui ne fosse al di fuori, come tutti gli altri, e prendersela con lui sarebbe stato come prendersela con una pozzanghera che se ci metti un piede dentro ti schizza.

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